Paper · 2026
Dalla Gestalt ai Mondi Virtuali
di Vincenzo Di Maso e Davide Mazzella. Progettare ambienti che non solo coinvolgono, ma sostengono. La realtà, per come la viviamo, non è né oggettiva né completa: è un flusso di informazioni che il cervello organizza attivamente. I principi della Gestalt descrivono queste tendenze spontanee dell'organizzazione percettiva — e in VR possiamo plasmare ex novo l'ambiente, aprendo possibilità inedite per il setting terapeutico.
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VR come strumento gestaltico
Quando un sistema VR fornisce indizi percettivi coerenti — profondità, luce, suono, movimento — l'organismo risponde come se l'ambiente fosse reale. Da qui l'idea di una VR "gestaltica" in termini di design e di cura: la terapia non avviene "dentro" il paziente né "dentro" l'ambiente, avviene nel modo in cui paziente e terapeuta co‑costruiscono ciò che è possibile sentire, vedere, nominare.
Setting come variabile clinica
Nel mondo reale molte variabili del setting sono "date" — luce, distanze, densità di stimoli, tempi. In VR il setting diventa completamente progettabile: ogni parametro percettivo può essere controllato, modulato, adattato in tempo reale. La VR non permette solo di "dosare" l'intensità: permette di lavorare sulla prospettiva, cioè sul punto di vista da cui l'esperienza viene vissuta.
Core‑Driven VR Setting Design
Co‑costruire figura e sfondo nel qui‑e‑ora, prima dell'ambiente.
Le indicazioni non descrivono una "terapia completa", ma una cassetta degli attrezzi percettiva. I parametri manovrabili includono: posizione nel campo visivo, distanza (con step di avvicinamento/arretramento), intensità percettiva (nitidezza, luce, volume, velocità), tempo (scene brevi, pause integrate, possibilità di "congelare" l'azione).
Prospettiva e alternanza
La VR permette di lavorare non solo su cosa si vive, ma su da dove lo si vive. Due assetti: prima persona (più contatto/presenza) e osservativo (più distanza/leggibilità). Con uno switch guidato per riposizionare la persona sulla stessa scena, alternando esperienza "da dentro" e rilettura "da fuori".